T come telelavoro

chi non lo ho mai desiderato fortemente? nei film funziona così: fuori piove, infuria la tempesta, ma l’eroina di turno lavora da casa, si sveglia, ancora in ciabatte e pigiama, ma, inutile dirlo, perfettamente truccata, pettinata e riposata, si alza, si fa un caffè e si mette, lei e la sua mug, accanto al pc portatile a lavorare. SENZA USCIRE DI CASA, SENZA PRENDERE LA PIOGGIA. esempi? a caterve, iniziando da Sex and the city e la nostra giornalista preferita. peccato che, nella realtà: il telelavoro non te lo concederanno mai, ti vogliono alla loro scrivania in orario di ufficio e guai a muoversi, anche se si tratta di un lavoro che potresti benissimo fare da casa; hai un figlio e quindi casa = caos, per lavorare a casa dovresti portare il piccolo al nido quindi comunque uscire sotto la pioggia, altrimenti ti vedi già con la mug di caffè rovesciata sulla tastiera, le mail composte delle lettere più improbabili che il piccolo riesce a digitare spedite direttamente al tuo datore di lavoro e così via.

poi ti è anche capitato di fare un po’ di telelavoro, anzi di spiaggialavoro, quando eri al mare e dovevi per forza controllare mail e aggiornare un sito. così ti sei accorta di quanto ti prendono in giro quando parlano di internet dove vuoi e ti fanno vedere la gente al mare con il pc. in realtà se c’è il sole lo schermo non si vede e sotto l’ombrellone a controllare la posta non ci puoi stare. bugiardi!!!

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