B come bavaglino

Non c’è verso, prima che nasca e inizi a rigurgitare non hai mai valutato la assoluta importanza e necessità di bavaglini. Sì, qualcuno te l’hanno regalato, magari di tessuto buono e tutto ricamato delle figure più dolci e bambinesche che ci siano. Li hai messi, comunque preferendo chi ti regalava la maglietta o il bodino, le scarpine inutili o il completo cappellino e scarpine da babbo natale (?!?!). poi è nato, ha iniziato a poppare come un dannato e a rigurgitare una percentuale variabile dal 40 al 60% di quanto aveva preso –  anche per questo la doppia pesata non mi è mai sembrata un metodo scientifico. beata pediatria che si è evoluta 🙂

prima cerchi di porre rimedio con qualche scottex nel momento del bisogno, poi inizi a andare a ricercare nel cassetto i bavaglini che ti avevano regalato, infine durante una delle tante spedizioni all’Ikea scopri lo stock di bavaglini “da battaglia”. non sono belli, ma sono di spugna – e questo è fondamentale per tentare di arginare i rigurgiti industriali – sono bianchi e questo vuol dire che per eliminare l’odore di latte ricottato puoi metterli nei detersivi più forti senza temere di sciuparli e soprattutto sono sei per confezione. è la svolta: con due confezioni riesci ad andare avanti anche due giorni senza lavatrici!!!

effetto collaterale: nella metà delle foto scattate al piccoletto nel primo anno di vita compare anche il bavaglino, sembra tatuato.

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