O come ovviamente terzo giorno di nido: LA SVOLTA

c’era scritto sulle due pagine che la suora direttrice ci ha dato alla riunione con i genitori. oggi ci saremmo dovute allontanare per 30 minuti. e così è stato. e non è andata neanche malissimo. dicono  le suorine che ha pianto poco – scusi, signora suorina mi saprebbe dire cosa intende precisamente per poco? che su 30 minuti, 1800 secondi ha pianto “solo” 25 minuti o che dopo tre lacrimine si era già calmato? dice anche che chiedeva “mamma dov’è?” certo, il mio piccolo ometto non è mica scemo, prima la mamma c’era poi non c’era più, c’erano solo soggetti di altezza max come lui per la maggior parte urlanti e lacrimanti e figure più alte in lunghi grembiuli bianchi, era abbastanza normale che si informasse su che fine aveva fatto la sua mamma, no? poi, mi dicono ancora, pare che abbia detto “collo” per farsi prendere in braccio da una delle suorine.

insomma bilancio positivo, per il momento. vediamo domattina quando si sveglia quanto si rifiuterà di ripetere l’esperienza. vista dall’altre parte della barricata, cioè dalla mia, la cosa è andata così. siamo arrivati come al solito alle 9 anzi un po’ prima. giochi, merenda e ad aspettare che ci dicessero di lasciarli soli e si scatenasse l’inferno. alle 10 e qualcosa ci dicono che noi scendiamo e i piccoli restano al primo piano. io, che ho letto diligentemente tutti gli articoli, i manuali, le istruzioni per l’uso possibili ed immaginali, sapevo benissimo che anche se è più facile è meglio non scappare. così mi sono avvicinata, con gli occhi lucidi come se dovessi dargli la peggiore delle notizie, e ho iniziato a dirgli che la mamma se ne va, che scendevo un attimo, che andavo a fare pipì e poi tornavo, che andavo a comprare una cosina e lui comunque restava lì con i suoi amichetti e i giochi, etc. lui, fortunatamente, al momento era superimpegnato nel tentare di far uscire una tazzina dalla teiera, dove qualcuno l’ha infilata e si è incastrata, secondo me per sempre. quindi non mi ha nemmeno considerato, nè salutato, nè si è mostrato dispiaciuto ed io….ho velocemente tagliato la corda. 

al ritorno, quando ci hanno detto che potevamo risalire, all’inizio non l’ho visto. sono entrata di corsa – insomma avevo una certa urgenza di accertarmi di quanto fosse provato dalla mia assenza, già mi immaginavo guance ancora solcate dalle lacrime e occhi rossi – e ho esploraro prima l’angolo tavoli, cucina, etc poi quello scivolo, tappeti morbidi, etc poi l’ho visto in bagno, in coda per la pipì. tranquillo. a dire la verità la cosa che mi ha più colpito e a cui ho subito rimediato è stato il look da ragionier fantozzi (fantozzino, lo chiama il babbo) in vacanza, ossia, come fa anche il nonno, con la maglietta dentro i pantaloni tirati su modello ascellare. poi gli ho fatto fare pipì e insomma direi tutto bene.

aggiornamenti a domani!!!

intanto…studio i mestieri delle mamme e mi sento in buona compagnia: una fa docenze di marketing – e sto già quasi per proporle di entrare in società per organizzare docenze di comunicazione, marketing e scrittura testi giornalistici – un’altra ha un passato da grafica e un presente da capotreno e una pancina sospetta – ecco, quando va in maternità potrebbe fare la nostra docente di grafica a tempo perso….

intanto 2…sto studiando come migliorare l’appeal del  diario personale del piccoletto, quasi quasi domattina mi fermo in cartoleria a comprare quei righelli con lo spazio per i disegnini per farci qualche figurina carina, le alte mamme sembrano tutte picasso o matisse….

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