D come domenica

senza casa in montagna. un po’ perché faceva freddo, un po’ ci siamo svegliati alle dieci e mezzo con calma, un po’ per cambiare, non siamo andati su – probabilmente anche un po’ perché avevamo guidato abbastanza il venerdì per lo sgombero. allora ci siamo regalati la sagra delle frittelle, che poi era una grande friggitoria su un lato di una casa del popolo, però immersa nel verde e nel sole. se non fosse stato per la radiocronaca a tutto volume, un posto perfetto. poi gita senza meta fino allo spaccio delle grande marche e, nostra salvezza, di miss sixty. peccato che il piccoletto avesse deciso che le cabine di prova assomigliavano all’ascensore di titti e volesse entrare in tutte cercando la campanella – l’allarme, lo ha sempre entusiasmato – incurante del fatto che i camerini fossero pieni, vuoti , x.

risultato, nessuna speranza di comprare un paio di splendidi jeans superscontati. uffi!

però quei giardinetti accanto, con quel dondolo, con quella casina, con quelle risate, con quel babbo così giocherellone 🙂

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