G come giglio

 e qualche ricordo. di quando nel luogo della tragedia venne inaugurato il potabilizzatore. di quando per la strage di viareggio mi sveglio la radio nel mezzo della notte e io e il mio pancione facevamo i servizi dal bagno della asl prima di entrare al corso pre parto.

e qualche riflessione, anche se non c’entra tanto con l’essere mamma. o forse sì, che poi uno si mette sempre a pensare a come crescerà tuo figlio, a come lo crescerai, a quali valori dargli, all’uomo che diventerà, se sarà uno di quegli orafi che dichiarano al fisco 1/10 di quello che dichiari tu, impiegata dipendente con il sogno nel cassetto di fare la giornalista, se sarà una persona per bene oppure no e soprattutto se sarà felice, se saprà amare e dare, oltre a ricevere.

piccolo digressione: ieri sosta al centro commerciale per comprare una maglietta e un paio di pantaloni in saldo e  lui scappa, si avvicina a una piccolina in ovetto e inizia a fargli cara con molta convinzione e vigore. mah!

insomma rifletto che è un po’ facile vedere tutto bianco e tutto nero, il bene da una parte e il male dall’altra e che certe operazioni mediatiche, rivelazioni, diffusioni di materiale che sarebbe dovuto essere  – solo – al vaglio della magistratura, sia strumentale per viziare la morbosità del pubblico e far fare audience a crozza sulla base di una telefonata che tutti abbiamo ascoltato e riascoltato. a che pro poi se non quello di soddisfare la nostra curiosità?

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