G come Giocate!

Leggo su D di Repubblica la recensione e alcuni brani dal libro Giocate!  e mi stupisco – o forse no –  di come sia facile scrivere tutto e il contrario di tutto, giocare con le parole e i luoghi comuni, essere contradditori per riempire una pagina di un libro/ di un giornale/ forse anche di un blog ma almeno senza darsi troppe arie.

Educazione, grandi principi, massima libertà, viziare senza cedere ai capricci, etc. Il tutto in undici comandamenti da buttare nel cesso, totalmente insensati e scritti da un uomo, ossia da chi i figli li vive a metà, da chi non si sveglia da notte, da chi – è ovvio – di domande non se ne fa troppe.

Basta passare mezzora sui blog delle mamme o su fb per accorgersi che mentre orde di mamme si sprecano a cercare di capire dove sbagliano, quando hanno sbagliato, da cosa dipendono i capricci dei piccoli, come si fa per arginarli e poi giù sensi di colpa per quella risposta data male o per quella punizione che forse non era totalmente meritata, i padri vivono tutto in scioltezza, senza domande, né dubbi.

ecco, almeno che  evitino di scriverci libri sopra.

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