S come sfatte

ieri ci siamo ritrovate, come dicevo prima, per cena io ed una mia amica con bambino poco più che unenne. lei mi ha accolto in pigiama e pantofole – più o meno – io sono arrivata conciata com’ero dalle otto del mattino e anche discretamente sudata dopo una giornata di: accompagna il piccoletto all’asilo, entra nell’asilo bollente, inseguilo per cambiare scarpe con calzini e per dargli un bacino di buona giornata, esci prima dall’ufficio, bloccati nel traffico di metà pomeriggio – che non pensavo fosse un’ora di punta, ma evidentemente… – arriva in ambulatorio, fai prelievo di ruotine superando con destrezza quella che era arrivata prima di te e quindi già aspettava ma aveva l’appuntamento dieci minuti dopo di te ma era arrivata prima mentre tu avevi già totalizzato tre minuti di ritardo rispetto all’appuntamento fissato, riparti per portare la nonna a prendere una cosa a casa che aveva dimenticato, parcheggia sopra il grande magazzino dopo aver aspettato che la donnina obesa spostasse la sua macchina messa PER TRAVERSO all’entrata del suddetto parcheggio, prendi un caffè con il piccoletto che si spiaccica contro il vetro della pasticceria implorando la barista di dargli il dolcetto con i lamponi, prendi il dolcetto con i lamponi per il piccoletto prima che barista e clienti del bar chiamino i servizi sociali per assistere il bambino con mamma e nonna degeneri, porta il piccoletto da gigi il parrucchiere, aspetta che gigi finisca con il cliente precedente, porta il piccoletto nel bagno di gigi, tieni in collo il piccoletto mentre gigi gli taglia il capello – dimenticavo oltre che un po’ sudata dopo l’asilo ed aver passato la giornata ipervestita, compreso quando gigi mi ha messo la mantellina da parrucchiere, avevo addosso anche un po’ di capelli tagliati del piccoletto  – torna alla macchina, cerca parcheggio, porta in collo il piccoletto perché il parcheggio è lontano, prendi le pizze, cerca di cambiare il piccoletto mettendogli una maglietta pulita, arrenditi all’idea che ne sceglie due nuove e pulite, mai messe, per trascinarle per terra correndo in corridoio, rimettigli il giubbotto, vai a riprendere la macchina, attraversa i viali, ricerca parcheggio e sali dalla tua amica.

ecco, eravamo entrambe letteralmente sfatte. altro che poco più che trentenni -siamo ottimiste – sembravamo due cinquantenni madri di cinque figli: visi stanchi e movimenti lenti, trucco vecchietto di almeno 12 ore, giusto entusiasmo per la vita, rischio cedimento al capriccio, due patatine messicane e una pizza dissurgelata con acqua e come dessert un pezzo di banana. che c’entra, ovviamente felici dei nostri piccoletti, ma quanta stanchezza!

 

piccolo inciso: post scritto ascoltando questo

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...