D come dolce e collaborativo

post per cui rubo l’ispirazione ad un altro blog, dove ho appena letto di un bambino, credo sui due anni, massimo tre a giudicare dagli scarabocchi, che viene descritto dalla mamma come dolce e collaborativo – tranne quando si tratta di rapportarsi al gatto di casa. dunque il post dell’altro blog mi ha colpito per due cose:  cosa vuole dire collaborativo di un piccoletto meno che treenne? a cosa collabora? poi penso al mio piccoletto, alla sua indipendenza/testardaggine/caparbietà/assoluta certezza di voler continuare a fare quello che fa e che gli va di fare nel momento, a come non ti ascolta quando lo chiami 10, 100, 1000 volte per andare a cambiarsi, in bagno, etc, a come ama andare sul triciclo quando si deve uscire, tentare di uscire quando si deve andare a letto, disegnare quando è ora di mangiare, guardare i cartoni animati quando è tempo di andare a dormire e dormire quando è l’ora di svegliarsi per andare all’asilo.

e poi penso che se fosse collaborativo mi annoierei, da morire. e non potrei crescere come sto facendo, imparando a essere contraddetta e ad aspettare, a fare compromessi e cercare di essere autorevole…

dolce? per quello il piccoletto è dolcissimo, coccolone, abbraccia suorine, mamme e nonne altrui, manda baci e soprattutto sorrisi. il mio amore!

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