S come effetto Schettino

lunedì mattina, reduce da finesettimana di piccoletto malato in trasferta. arrivo trafelata perchè comunque quando non lo devo accompagnare all’asilo non mi sono organizzare tanto bene e perché a casa mi trattengo sempre per un bacino in più mentre all’asilo a un certo punto dopo i secondi saluti o me ne vado o mi guardano come una pazza. dicevo che arrivo di corsa, chiavi in mano per aprire il portone dell’ufficio, che è di quelli che apri con la chiavina  nel muro a fianco del portone, non infilandola nella toppa – anche se ammetto che qualche mattina sono arrivata talmente di fretta e stordita da provare a mettere la chiave nella toppa..ehmm.ehmm.

insomma porta aperta, cioè portoncione spalancato, con post-it sul sensore recitante “portone in avaria”.

ora lo so che siamo stati tutti colpiti dalla vicenda concordia e dalla telefonata di falco-schettino. so anche che il gergo navale fa sempre molto figo, ma insomma definire il portone in avaria mi pare troppo, no?

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