A come astinenza

no, non stiamo parlando di quella sessuale, ma dell’astinenza da piccoletto, di quando devi passare una settimana a lavorare 12 ore se non  di più al giorno e lo vedi solo la mattina per accompagnarlo all’asilo e la sera per metterlo a letto. di quando chiami la nonna appena hai un attimo di respiro per aggiornarti su cosa ha detto, fatto, pensato, quanto e quando ha disubbidito.

ok, questa è l’astinenza e sappiamo tutte, da brave mamme molto chiocce che lavorano per esigenza economica ma anche per piacere, il che ti fa sentire ancora più in colpa perchè poi alla fine ti diverti anche un po’ a tratti a fare il lavoro che fai. ma c’è un’altra questione di uguale importanza e cioè il riassestamento post astinenza, cioè quando finisce l’evento, finisce il super lavoro e ti ritrovi nella normalità. solo che nel frattempo: lui è ancora più “incollato” alla nonna che lo ha tenuto mentre tu lavoravi e lo ha viziato e lo ha portato dovunque e lo ha fatto divertire e lo ha coccolato all’ennesima potenza e tu sei ancora più stanca e distrutta, quindi ancora meno capace di resistere alle sue lagne e ai suoi capricci.

ecco la situazione nella quale mi trovo ora.

ne usciremo?

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