D come decisioni

oggi ho preso una decisione di quelle decisive. oggi ho smesso di prendere e di darmi tempo. oggi ho fatto una cosa di quelle che gli uomini non hanno il coraggio di fare per primi. da qui a un mese e mezzo la mia vita potrà cambiare completamente.

il fatto è che il piccoletto non si merita di stare in questo olimbo fatto di non parole e di non sguardi, il fatto è che anche a meno di tre anni si accorge di quello che succede e come sa distinguere un italo da un frecciarossa a decine di metri di distanza riesce a captare quell’aria di tensione che c’è in casa ultimamente.

ci provo e ci sto provando. ho sbagliato, senza dubbio. poi sono cambiata, ci ho creduto, ci vorrei ancora credere ma non posso farlo da sola. ho il piccoletto che è la mia gioia e la felicità di tutti i giorni, ma che sicuramente non si merita una mamma infelice. abbiamo passato bei momenti? bene. ci siamo tanto amati? benissimo. fino a due settimane fa pianificavamo con il nonno la festa per i tre anni con palloncini e candeline, lui non c’era e quando glielo abbiamo detto ha commentato “perfetto, allora pensateci voi!” tanto per dire il personaggio o piuttosto il momento.

ci saranno i problemi di lavoro, ma in coppia si condividono. ci sono le criticità economiche, ma in due si superano o almeno se ne parla e si cerca di uscirne insieme. se devi fare il superiore, se devi dettare i tempi delle incazzature e non parlarmi e la notte mettere un cuscino fra me e te, no, non ci siamo.

mi dispiace, ma non voglio trascinarmi e trascinare il piccoletto in atmosfere tese e stantie. potrei fare uno sforzo, ma non posso cambiare la realtà.

quindi è deciso. intanto questo primo passo, poi si deciderà.

perché fra un mese faccio 34 anni e non voglio buttarlo via, questo tempo così prezioso da dividere con il piccoletto. e non voglio buttare via la mia vita stando a guardare, ad aspettare, a sognare l’amore, a sognarlo davvero di notte per svegliarmi infelice.

un grazie alla mia mamma, anche se quando mi arrabbio mi arrabbio con tutti. perchè é grazie a lei che il piccoletto è qui – quando già lui non lo volvea- e grazie a lei oggi ho deciso di riprendermi la mia vita. comunque andrà. perchè ce l’ho fatta finore da sola e continuerò da sola.

ti voglio bene che più bene non si può, piccoletto.

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