M come macchie

non quelle del piccoletto, che si sa, sono piccoli, si sporcano e conseguentemente sporcano, tipico casom quando hanno le mani sporche di marmellata, cioccolata, ragù e vengono colti da irrefrenabile affettuosità, ti abbracciano e sembri una tagliatella anche tu. quelle sono nell’ordine delle cose. non parlo neanche di quando ti sputano addosso l’antibiotico – vedi il piccoletto stamattina prima di partire per la spedizione analisidelsangue-colazione-asilo-ufficio, arrivo raggiunto con 30 minuti di ritardo e ampissimo stress accumulato. parlo delle macchie di biro, di bic e simili che riesco a farmi su magliette e camicette. una cosa incredibile. ho una splendida camicia bianca che rischia la defenestrazione causa utilizzo durante la conferenza stampa di presentazione di un evento, con biro senza tappo. direte: prova con l’alcol! ci ho provato, ma con scarsissimi risultati. morale? dovrò tornare alle penne cancellabili, avete presente quelle tristissime beige con il tappo con la gomma – durissima – blu o rossa? mitici anni Ottanta!

dimenticavo:  e le macchie di tempera? io da sempre cerco ed uso solo colori lavabili, che prima o poi laverò via anche da divani, pareti, etc ma perché le suorine usano tempere indelebili? non dico che non mi piaccia la maglietta che ieri alle 9 era celeste ed ora è molto trendy effetto patchwork e un po’ da imbianchino, dico che a fine anno scolastico avere tutto il guardaroba del piccoletto diciamo da artista, post-contemporaneo, è un po’ sopra le mie aspettative.

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