R come ritorno

Il piccoletto si fa tante, tantissime domande. Il piccoletto è decisamente un tipo logorroico. Il piccoletto, come ha detto ieri il babbo, è un distributore di macchie. Il piccoletto ha passato una settimana fra due alberghi di montagna – e ha deciso che gli piaceva di più il primo. Poi ha passato due settimane in una casa al mare che sarebbe stata troppo piccola anche se ci avesse abitato da solo, figuriamoci quando ci si trovava io, babbo e lui. Quindi ieri sera si è addormentato sul tavolo – tavolino, per la precisione – della cucina. Braccine conserte e testa appoggiata, bocca aperta e via a sonnecchiare. Quando stavamo preparando le valige e sgomberando ci ha chiesto: dove andiamo? A casa. Quale casa? Casa nostra, più o meno. A Firenze. Quindi abbiamo fatto un giretto da Botero a Pietrasanta, visto un po’ di bella gente e siamo ripartiti alla volta di casa. Casa vera. Durante il tragitto si è innamorato di Hanno ucciso l’uomo ragno degli 883 e ha capito che alla radio non si può fare rewind. Solo che ad un certo punto il babbo ha tirato fuori lo smartphone – che figata, eh! – e il piccoletto ha capito che youtube sul cell funziona come al pc di casa, quindi replica. E replica. E replica. Conclusione: ha iniziato a rivendicare che voleva risentire gli 883 “SUL TELEFONINO DI BABBO”. Chissà se gli era piaciuta davvero la canzone o l’aveva colpito il fatto che appena sentite le sirene il babbo ed io avevamo iniziato a cantarla. Come quando eravamo giovani e non avevamo spirito critico, sì, perché insomma gli 883 non erano poi sta meraviglia di musica d’autore.

 

Il piccoletto, che sia al mare, in montagna o tornato a casa sua alle 23.30 di sera, è sempre molto vivace. E io mi sento cattiva a rimproverarlo, anche se alla fine lo faccio. Perché penso che a tre anni la frase STAI FERMO non abbia significato. Però lo penso dopo, quando dorme o quando si accocola a leggere i puffi o un altro libro. Non lo penso quando mangia e inzacchera la cucina. Non lo penso quando si agita e corre di qua e di là invece di stare fermo a farsi vestire.

Ecco, arrivo sempre un  po’ dopo.

Scusami piccoletto, la tua mamma ti vuole bene che più bene non si può, ma spesso sbaglia.

foto tratta dal web

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2 pensieri su “R come ritorno

  1. oh no…oh no…eccola ora la sento nella mia testa….
    solita notte da lupi nel bronx……nuoooooooooooooooooooooooooooooooooo 😀

  2. è vero, anch’io arrivo sempre un pò dopo… ma stiamo imparando anche noi vero? e l’importante è continuare a rendersene conto mentre gli si legge un libro, l’importante sono questi momenti… Comunque questa cosa della casa scombussola parecchio anche il mio, sballottatto in vacanza di qua e di la con nonni e cugini non ci capisce più molto!!!!!

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