Di noi tre

Ieri sera ho festeggiato il mio compleanno con le mie amiche. Un gelato alla gelateria sotto casa e quattro chiacchiere in piazza. Già, nonostante tutto – soprattutto quello che ne dice il babbo – la nostra città è ancora a misura d’uomo. Con i giardinetti, sudici, delle panchine, sudice, una fauna cittadina né troppo giovane né troppo adulta, qualche cane, una certa tranquillità. Ci siamo scambiate i regali – io e B siamo nate a due giorni di distanza – e ci siamo raccontate gli ultimi accadimenti.

F. quella che non festeggiava perché ha già festeggiato ad aprile, ma che comunque oggi festeggia i due anni di matrimonio, era con il suo piccolino. Tempo fa, prima del matrimonio, prima del bambino, prima della sua vita di adesso, quando io avevo ancora la pancia e stavo per diventare la prima mamma del gruppo – il che ha permesso a piccoletto di essere il primo coccolatissimo nipotino delle zie – F. diceva che il suo attuale marito non sarebbe mai diventato una storia importante. E noi a scommettere che invece era la storia giusta, lei a negare e quella famosa bistecca che ci avrebbe dovuto offrire se mai cambiava idea. A quanto pare l’idea l’ha cambiata – stanno cercando il secondogenito – e anche velocemente. Della bistecca, però, neanche l’ombra. Ok, diciamo che ha compensato con la cena di nozze.

La terza amica, B., 34 enne da meno di due settimane come la sottoscritta, invece ha due gatti. Un fidanzato, con cui convive nella casa che le hanno lasciato i suoi improvvisamente titolari di un alloggio ERP del Comune. Ancora non ha un lavoro, dopo qualche esperienza da barista e qualche mese da H&M. Continua a cercare, ma non troppo. E secondo me in realtà sta cercando o forse ha già trovato anche un bimbo. È la preferita del piccoletto, per cui ieri sera ha inventato una canzoncina a tema ortaggi. È libera, per il matrimonio a cui andrà sabato prossimo ha partecipato anche all’addio al nubilato con pernottamento a marina di ravenna. Mentre l’altra, F. si è giocata sia addio al nubilato sia viaggio di nozze perché già al quinto mese al momento del matrimonio, lavoro otto/nove ore al giorno e il suo piccolo sta con la zia del marito. Fino alla prossima maternità.

E così siamo noi.

Anzi, così eravamo🙂

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