C come consapevolezza

il piccoletto lo sa, quando si comporta bene e quando malino, ora sa anche quando ha fame, anche se lo dice a sproposito, tipo per una sosta al gelataio alle sette di sera o per mangiare uno yogurt appena prima di andare a tavola. il piccoletto riconosce anche di avere sonno, magari dopo una bizza da sonno con urli e strilli e proteste varie. ieri sera mi ha stupito, come la sera prima, del resto, quando dopo una veloce lettura ha acconsentito ad andare nel suo lettuccio, che poi è ancora in camera nostra, accanto al nostro, a portata di manina – motivo per il quale da tre anni io non ho più un comodino, una sveglia o una luce per la notte e la mattina devo scavalcare il mio compagno per accedere al telefono sveglia. telefono sveglia che per la cronaca stamattina ha suonato dalle 7.10 alle 8 prima che trovassi la forza per alzarmi, voglio proprio vedere come ce la caveremo quando inizia l’asilo.

insomma ieri sera io nel lettone,  lui nel lettino, mi spiegava come era stata bravo ad andare nel suo lettino e come ne fosse contento. amore di mamma!!!

stamattina invece appena sveglio e già sul divano con la nonna a leggere, ho avvertito un’altra consapevolezza, quella dell’asilo che sta per iniziare. da cui domanda: “quando villa ramblerg?” che è il nome della sua scuolina. chissà come andrà il secondo inserimento. sono già un po’ tesa ma sono sicura che ce la faremo, insomma il battesimo del fuoco c’è stato l’anno scorso con il nido quandi dovrebbe essere abituato a questi “luoghi di tortura”, “no, amore, sono posti belli, dove si sta a giocare, a conoscere altre bambini, a colorare, a imparare, dove si cresce e si diventa grandi, dove siete tutti più o meno piccoli uguali….” sì, dai crediamoci, che comunque ci manca ancora una settimana e due giorni.

un totale di nove giorni, meno i festivi sette, che passerà comunque con la nonna, fra una sosta a fare colazione, con la crema del cappuccino e la broche e poi a cercare i pinoli al giardino e magari una giratina alla coop per prendere la schiacciata prima di tornare a casa, guardare qualche video su pc – “ora guardiamo due peppapig e poi la sigla di scoby doo e poi due barbapapà”, c’è poco da dire, il piccoletto è pronto per fare i palinsesti di rai yoyo, devo mandare il cv a roma, ah  dimenticavo stamattina quando prima di uscire ha detto “poi guardiamo peppapig perché la nonna non l’ha mai visto” che faccia tosta!

insomma non c’è tanto da dargli torto se il 12 settembre non vorrà andare all’asilo. ma noi ci proveremo. e anche io mi convincerò che essere in 27 in classe con due insegnanti è possibile e che la scelta economico-ideologica di mandarlo alla scuola pubblica non è stato un errore – che poi comunque le suorine non avevano posto!

 

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