M come mercoledì

immagine tratta dal web

piove, e non poco. non ho dormito e alle due di notte dopo un litigio che preclude alla fine – anche se mi ostino a pensare di no – ero a svuotare la lavatrice. detto questo, che non sono qui per lamentarmi pubblicamente delle mie scelte errate, oggi il piccoletto ha inaugurato la merenda all’asilo dimostrando di apprezzare i plasmon più di frutta e crackers. sì, ammetto che la mia proposta gastronomica per l’approccio alla scuola dell’infanzia non fosse stata finora molto appettitosa, ma anche io da campa’ e la spesa negli ultimi tempi era solo party oriented. rimedieremo. promesso.

piove, ma dicono che smetta presto. speriamo perchè nel finesettimana era prevista una gita fuori porta a casa di mio padre e di tutti i suoi malanni che però vuol dire anche quasi 48 ore sola con piccoletto e nonna, quindi riposo e chiacchiere e sorrisi del piccoletto, salvo qualche piccola (mia) sgridata alla nonna che lo vizia troppo.

da segnalare il primo (di innumerevoli, vedrete che a breve si manifesteranno) effetti positivi dell’asilo: il piccoletto non dorme più nel pomeriggio e la sera si addormenta – sempre vicino a me, nel lettone – nel giro di cinque minuti cinque. una conquista. una soddisfazione. e soprattutto sono contenta per lui perché sono sicura che le liti per andare a letto sono sfiancanti anche per lui.

da segnalare anche che questo tempo mi mette voglia di cucinare, quindi stasera cercherò di improvvisare qualcosa di buono con il piccoletto, da fare presto per andare a letto presto, prima che torni qualcuno che stasera non potrei affrontare. perché ci avete mai fatto caso a come gli uomini riescano a renderci la vita impossibile, perché il bello è che neanche sanno davvero lasciarci, insomma una roba che capita, soffri e smetti di soffrire, no, loro restano e ti fanno soffrire..vabbé scusate la digressione manzoniana..comunque per conitnuarla stamattina mi sono fatta una bella lista da separazione, tipo come finisce la casa, come ci si divide la macchina, le cose che mi devo riprendere dalla casa in montagna, quelle dal pc, insomma fessa sì, ma impreparata mai.

dicevamo di menù: ce l’ho, la ricetta che spacca, farfalline integrali con cavolfiore e robiola, che ne dite? proverò a anche a fotografarli, va, che non si sa mai, che mi riciclo come blogger di cucina single – sì, l’amore per la pasta integrale fra l’altro secondo me è una preprogativa puramente femminile, uno dei miei ex la chiamava la pasta da cani, ma gliela propinavo lo stesso 🙂 ebbene sì, ho avuto anche io i miei minimomenti di gloria.

 

mentre in ufficio mi manca l’idea che spacca, si va di brainstorming ma a me il nome con i fiocchi per quello che fa pasta e pizza proprio non mi viene, non è una questione di cambiare stanza e mettersi davanti a un foglio bianco, è una questione che se inventavo nomi e brand come piovesse – per restare in tema – facevo la creativa o la copy e non stavo qui a convincere i “colleghi” giornalisti a scrivere di quanto va male la nostra economia/imprenditoria/commercio/export, etc.

 

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