S come silenzio

immagine presa dal web

Non parla più. Non quello piccolo, che è sempre più socievole e simpatico e rivede il nonno malconcio dopo mesi ed è tutto affettuoso e chiede, si informa, ma quello grande. Non parla, ci guarda con rabbia, rancore, disgusto e soprattutto non parla con il piccoletto. Che lo cerca, anche se giorno dopo giorno lo cerca sempre meno. A malapena gli risponde quando gli dà la buonanotte. Non so cosa stia succedendo nella sua mente, che questo punto credo sia in preda a strani fantasmi. Quando venerdì ho cercato di parlarci, mi ha detto che fa così perché comunque sta per andarsene e allontanandosi prima psicologicamente pensa di soffrire meno. Per me, non importa. Se fa come se non esistessi non me ne frega nulla. Ma il piccoletto ha tre anni, tutto l’entusiasmo e tutti i diritti dei suoi tre anni, ha bisogno di amore, meglio di un’assenza che di una presenza indifferente. Dice che a tre anni i bambini tendono a sentirsi responsabili di tutto, figuriamoci quando diventano oggetto di un attacco spregiudicato e volontario da parte del babbo.

Non me ne vado, perché non voglio che poi mi venga detto che la separazione sia stata colpa mia o una mia decisione. Non me ne vado, finché resisto, perché spero che possa tornare il babbo di una volta, quello affettuoso e scherzoso, comunque egoista, pigro e svogliato ma capace di regalargli qualche momento di gioco e di risate, di giocare con lui a pallone in corridoio – da quanto non lo fa? – o di portarlo a cercare fragoline di bosco insieme. Non credo che sarà possibile, non penso che resisterò ancora molto. Intanto stasera va a giocare con il gokart e mi ha detto che non sa se e a che ora torna, dicendomi anche “tanto a te che ti cambia?” e io che faccio un respirone e non gli dico che mi cambia che senza di lui stiamo molto meglio.

Questa è la situazione ad oggi. Non so se domani andrà meglio, quello che so è che dalle 7 di sabato mattina quando siamo usciti da casa alle otto di ieri che siamo tornati siamo stati, io, il piccoletto, la nonna, il nonno, i gatti etc davvero bene. Segue dettaglio, perché comunque, quello che è certo è che io vado avanti.

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3 pensieri su “S come silenzio

  1. Oddio che magone!!! Conosco quel silenzio….quell’apatia….mi hai fatto tornare in mente tanti momenti tristi…..ma non mi è scesa neanche una lacrima….il che vuol dire….che ora sto varamente bene!!!!
    ma capisco esattamente la situazione….e mi dispiace veramente tanto per la situazione che stai vivendo perchè so esattamente quanto sia dura e difficile….ma ricordati che dopo….viene sempre il sole!!!!

    • grazie di esserci, grazie per gli incoraggiamenti, grazie per la vicinanza, anche perché al momento nella vita “reale” solo mia mamma sa cosa stiamo passando. verrà il sole, ne sono convinta anche io. un abbraccio e un altro, l’ennesimo, grande grazie !!!

  2. ce la farai….ne sono certa..
    anche se immagino che deve essere tristissimo vedere come si comporta con il piccolo….
    povero tesoro…ha solo 3 anni come può comprendere???
    e tu poi devi anche fare finta di niente per non rendere ancora più amare l’aria…

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