D come io qui non ci voglio dormire

immagine tratta dal web

la serata ieri non era partita particolarmente bene. del resto solo io potevo essermi illusa che prendesse con filosofia l’idea della trasferta notturna dalla nonna. insomma, è piccolo, ma mica scemo. comunque alla fine ce l’abbiamo fatta e complice un peluche a forma di tartaruga viola e verde alla fine si è addormentato sul divano della nonna, mentre io accanto a lui cercavo la posizione migliore perchè non  mi desse noia la pancetta bucata e non fosse a rischio di calci notturni.

la cena invece era andata bene e anche il pomeriggio, mi dicono. la mia serata invece era andata ovviamente maluccio, a ridiscutere per l’ennesima volta con l’ex-babbo, che mi pare stia perdendo la testa. anche perché stasera, di nuovo, non ci voleva. non dico che debba ormai accoglierci a braccia aperte e con il sorriso sulle labbra, però almeno che prenda il coraggio e la valigia e se ne vada mi sembrerebbe il minimo. invece no, stamattina mi arriva un sms che mi chiede se possibile di lasciarlo solo anche oggi e stanotte. no, che non è possibile e no, che non è giusto. il piccoletto ha diritto ad avere la sua casa, con i suoi giochi e le sue routine e le sue decine di libri fra cui scegliere la fiaba da farsi raccontare prima di andare a letto. ha diritto a passare da casa e cambiare le scarpe se da ieri a oggi il tempo è cambiato e piove che sembra il diluvio universale.  ieri va bene, per una sera, ma forse l’ex-babbo non ha capito che l’ho fatto per il bene del piccoletto, non per suo piacere personale, per lasciargli casa libera e silenziosa e che oggi, visto che come al solito lui non lavora mentre io in tutta questa situazione sono comunque full time – a parte visite, prelievi, villo, etc – in ufficio a cercare di non fare cazzate, ne approfittasse per portare via le sue prime cose, qalche maglietta, mutanda, pantaloni. insomma so che non sarebbe il massimo ma non so proprio più cosa fare. invece no, la sua unica reazione è chiederci di non tornare. che poi lui, a casa di suo padre, ha la vecchia camera da ragazzo, mentre io, da mia mamma devo arrangiarmi con sposta il tavolo, sposta le sedie, apri il divano letto, prepara il divano letto, metti i cuscini perché il piccoletto non cada, etc, insomma una comodità, oltre ad essere dall’altra parte della città quindi bisogna aggiungerci anche trasferte, macchina, code con la pioggia, benzina, etc.

e poi continua, anche se io gli dico che non può comportarsi così con il piccoletto, a rispondermi che è tutta colpa mia. ok, sarà an che colpa mia ma una volta decisa la colpa possiamo aiutarlo? no, è colpa tua, per me ora si va allo sbaraglio. mah! a volte non me ne capacito, a volte davvero mi sembra che sia fuori di testa.

tutto ciò mentre all’asilo il piccoletto continua a piangere ed essendo 23 ragazzini con una maestra sola che non ha evidentemente il tempo per tutti non si riesce neanche a sapere come è andata. cioè le maestre sono riuscite a raccontare di tutto di più all’ex-babbo giovedì scorso, venerdì mi hanno detto meglio, magari se ci sono ancora problemi ci vediamo settimana prossima, poi ieri supplente, oggi non si sa perché quella che rende i bambini non è la stessa che c’era all’entrata e quindi? che devo fa? onestamente mi sembra una educazione un po’ caotica per un piccoletto che già si trova in una fase molto caotica della sua vita. poi io le capisco che hanno 23 bambini e che ci sono quelli di 5 anni che si sfaveranno se uno di 3 piange e quindi non si possono permettere di stare dietrop a tutti etc etc. però ogni tanto considerare anche noi mamme e cercare una linea comune per il benessere dei piccoli, invece di liquidarli molto sportivamente con un “sei grande, basta piangere, che poi non si capisce cosa dici…”

vabbè, se non altro per ora non hanno chiamato dall’ospedale quindi il risultato della villocentesi dovrebbe essere buono, per il momento,  c’è ancora tempo fino a domani perché arrivino altre cattive notizie!

 

 

Un pensiero su “D come io qui non ci voglio dormire

  1. Il dormire dai nonni é sempre un po difficile io giada e elena sono rimaste due o tre volte in quattro anni e hanno pianto tre
    a me spiacea é giusto che si abituino anche a stare con gli altri e non solo con me.

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