L come lunedì

le lacrime sono arrivate, inaspettate e fortunatamente neanche tanto copiose, ieri sera, guardando la fine di Benvenuti al sud. Piante, asciugate e di nuovo in pista. ma andiamo con ordine.

come aveva annunciato lui se ne è riandato venerdì che io ho avuto una giornata pesantissima al lavoro, cioé no, anche piacevole a dirla tutta, ma un po’ lunghina e un po’ faticosa per “noi”, per me e piccolissimo. quindi  la sera giusto il tempo di tornare a casa, cenare con  il piccoletto e a lettino. sabato dedicato al programma programmato – fra l’altro è davvero impressionante quante persone ci siano il sabato all’ikea…alle 10, roba che neanche le regalassero le cose, però poi del resto se lavori quando ci vai? mica puoi prendere ferie per andare a vedere il letto  per il bambino?!? – fatto sta che il piccoletto si gode un bel donut per niente dietetico e secondo me neanche tanto svedese e poi si sceglie il suo nuovo lettino, che sarà un regalo di natale – povero babbo natale, lo voglio vedere con il lettino sulla slitta🙂 –  e si va. spesa e pranzo da nonna. il pomeriggio ce lo concediamo un po’ ai giardini e un po’ a casa. ogni tanto mi accorgo di quanto velocemente è cresciuto e di quanto sia più autunomo, ora che riesce a giocare anche da solo, con le ghiande, suo vero amore, piuttosto che con il lego, anche se a me non mi costruire le città  – poverina, io. poi viene il bello: i biscotti alla cannella fatti con le formine di natale. il piccoletto si diverte da morire a scegliere qualce forma dare al biscotto e poi li facciamo insieme, ma insieme davvero, solo che con le sue ditina quando si tratta di staccarli dal piano di lavoro li ciancica un po’ così finiamo per avere qualche stella con qualche punta in meno e un angioletto con la testa un po’ schiacciata, cose che capitano, no? ma il momento più bello è quando si mette davanti al forno, scruta la carta forno con i biscotti e mi chiama allarmatissimo : “nooo, la stella, guarda mamma, guarda mamma”. davvero una stellina si era suicidata buttandosi sul fondo del forno🙂 recuperata!!!

poi arriva il babbo, poi si cena, poi vado a letto, poi lui guarda un po’ di tv con il babbo, poi viene a letto accanto a me e ci addormentiamo insieme. lo so che non si fa, ma è troppo bello sentire il respiro di piccoletto lì accanto e sfiorare il suo polpaccino tenerissimo. insomma, siamo noi e qualche coccola ce la dobbiamo concedere.

capitolo domenica, si gioca al gioco dello stiamo ancora insieme. e non so se sia stata una buona idea. si va in montagna, dove ci aspetta il nonno, dove arrivano anche gli zii con la notizia del cuginetto in arrivo – anche io dirò del piccolissimo, davanti a un babbo che non spiccica parola, totalmente indifferente, anzi che mi ha appena gentilmente riferito che secondo i suoi amici dovrebbe andarsene. begli amici, volevo rispondergli, sai che secondo le mie amiche virtuali e non te dovresti proprio andartene affanculo?!?!? ho taciuto, ma vaffanculo anche agli amici, così per gradire, ai loro figli non voluti, ai loro suggerimenti del cavolo e speriamo di non vederli mai più.

insomma la giornata trascorre più o meno piacevolmente, il piccoletto si diverte, gioca con tutti, passeggia nell’aria pura anche se un po’ nebbiosa ed io davanti al lieto fine del film piango, perché spero che tornare indietro sia ancora possibile, che non sia tutto perduto, perché anche il Natale lo vorrei vivere così, perché questa atmosfera piace al piccoletto, piace a me e vorrei che potesse viverla anche il piccolissimo, perché siamo una famiglia e le famiglie non si mandano a puttanem, perché abbiamo ancora tante cose da dirci, tanti film da vedere e anche tanto bene da volerci secondo me…ecco perché piango, ma poi smetto, mi lavo la faccia  e si fa cena e si torna a casa.

per la cronaca: stasera dovremmo andare a cena dallo zio, anche perché il piccoletto lo nomina ogni tre per due oltre che perché sarebbe il caso di dire anche a loro del prossimo arrivo, e prima forse passare dall’ikea per rivedere il letto per piccoletto. domattina lui se ne va, torna in montagna, pare fino a mercoledì sera soltanto per motivi di lavoro, anzi per l’orario di lavoro, anzi per non alzarsi troppo presto giovedì🙂

piccolo aneddoto: quando lui se ne è andato settimana scorsa ho raccolto tutti i vestiti lasciati a spasso per la stanza, li ho messi in un sacchetto e chiusi nella sua parte dell’armadio. avevo voglia di ordine in quella che per qualche notte sarebbe stata la mia stanza, non mi sembrava di chiedere molto. sabato sera quando è tornato pretendeva di sapere dove erano non so quali pantaloni, gli ho dato il sacchetto, si è arrabbiato perché avevo mescolato panni puliti e non pulitissimi, gli ho detto che se mi diceva cosa c’era da lavare lo facevo – e che comunque in generale potrebbe usare quella bellissima invenzione che è la cesta della biancheria da lavare – mi ha risposto che non importava, che tanto poi sarebbero rimasti per mesi puliti buttati lì su una sedia in camera – è vero in camera c’è una sedia dove appoggio i panni puliti e non sempre li ripongo sedusta stante, è vero, non sono una casalinga modello, scusate ma con un lavoro a tempo pieno, un piccoletto di tre anni e uno da qualche mese in pancia la sera ho solo voglia di andare a letto. ok, mi vergogno, ok faccio ammenda…

immagine tratta dal web

4 pensieri su “L come lunedì

  1. non serve a niente che tu sia perfetta come donna, come mamma, come casalinga….non serve soprattutto a lui ne a voi come coppia…..sono solo appigli del cavolo per trovare delle motivazioni quindi non ti affaticare a lavargli le cose…lo facesse da solo…e soprattutto…..quando è che gli dici BASTA????
    ps: anche noi abbiamo avuto amici che davano quei bellissimi consigli!!!

  2. Ti vergogni e fai ammenda??? Ma quello che dovrebbe vergognarsi dovrebbe essere lui …. scusa ma non si puo’ leggerti senza arrabbiarti …lui con un lavoro che gli permette la mattinata libera oltre che ad usare la cesta della biancheria dovrebbe pure imparare ad usare la lavatrice…

    buona settimana!

  3. mi sento un po’ bellicosa al momento, ma col fischio che io gli laverei i suoi vestiti sparsi in giro. Nel sacchetto si, nell’armadio no: giù dal balcone piuttosto!!!!!!!! Io non conosco davvero la tua situazione, ma ti dico questo: nessuna donna di mia conoscenza si è mai tenuta un uomo col voler essere perfetta (nemmeno io). Al contrario, tutte se li sono tenuti facendoli “trottare” e non essendo sempre a loro disposizione. ciao!

  4. Basta: devi dirgli o dentro o fuori. Che si prenda il tempo x pensare ma fino a quel momento, fuori. Col cazzo (scusa il francesismo) che puo’ continuare a fare i propri comodi. Ma come si fa a pensare di poter contare su un uomo cosi? Pretendi rispetto! Almeno. Pensa ai tuoi bimbi e alla loro serenita’. E anche alla tua ovvio! Cosi e’ un lento stillicidio e confondi tuo figlio che di sicuro qualcosa percepisce. Non dico di lasciarlo, capisco che il tuo cuore desideri salvare la famiglia, lo capisco e comprendo bene ma x questo devi farti rispettare. Solo cosi ne arriverai a una.

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