L come letame

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”

Grande Faber, vero? La riprova che il mio piccoletto è davvero un fiore e lo sarà anche il suo fratellino, per ora innominato. Penso infatti di dedicare il periodo natalizio alla lettura di qualche libro dei nomi che mi porti ispirazione. Fra l’altro forse Babbo Natale sotto l’albero mi farà trovare anche una rispostina riguardo al cognome che porterà questo piccoletto: il mio o quello del babbo? Tutto da decidersi infatti, tra nuovi musi lunghi e silenzi che non passano più. E non basta un finesettimana di sorrisi e armonia per non farci ricadere nel baratro durante la settimana.

Come mi consigliavate già da tempo, nei prossimi giorni procederemo con un aut-aut. O dentro o fuori. O con i sorrisi o senza, ma senza del tutto. Che poi uno dei suoi grandi problemi, a mio avviso, è anche l’inattività, soprattutto quella per scelta, perché trovarsi ad avere un giorno libero, anzi due, in mezzo alla settimana, da soli, mentre il resto del mondo lavora, senza niente da fare se non cazzeggiare sul web alla ricerca di non si sa cosa non è normale. E ti fa pensare e ripensare, mentre sarebbe molto più facile se uno avesse un mondo lavorativo nel quale stare bene inserito, scambiare due chiacchiere, distrarsi, impegnare la testa su altro. E invece no.

Intanto ieri sono riuscita a rimettere il piccoletto nel lettino fin da subito e svegliarcelo stamattina, anche se, con questo clima, io ho dormito male lo stesso.

Poi ti capita di sentire i problemi delle persone che hanno problemi veri e ti accorgi che il tempo è poco, per sprecarlo in questo modo, che i giorni e i mesi passano, il piccoletto cresce e fra poco vivrà in u mondo completamente diverso, quello popolato dal fratellino e non sarà più solo e io sarò ancora più impegnata e presa nel vortice, e potrebbe, chissà, speriamo di no, esserci anche qualche complicazione, mentre qui ora va tutto bene, siamo sani e superenergici.

La felicità di avere il piccoletto, di vedere i suoi sorrisi e di sapere che sta bene, il tempo da spendere coccolandolo prima che diventi troppo grande o diventino due, la salute, insomma ci sono cose bellissime che abbiamo e che non possiamo permetterci di buttare così. Quindi caro babbo, o ci stai e condividi tutto questo ben di Dio con noi oppure vai via e non ci tediare con i tuoi malumori esistenziali che tanto non si risolvono.

Io, piccoletto e piccolissimo, magari senza il tuo cognome, senza la tua neve, senza di te in sala parto o fuori, possiamo stare bene lo stesso.

Ci sarà un po’ di shock iniziale, ci sarà qualche domanda in più a cui rispondere, ma ci sarà anche una ritrovata serenità e per tutti più amore.

Perché svegliarsi la mattina e pensare che nessuno ti vuole bene, come mi capita quasi sempre ultimamente, non è un grande divertimento. Che poi lo so che qualcuno mi vuole bene, ma avere il nemico dichiarato dall’altra parte del letto non è divertente.

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